Biografia, aneddoti e contesto storico

del Maestro Yang Chengfu



In breve

I PRIMI ANNI

Yang ChengfuYang Zhaoqing (cinese tradizionale: 楊澄甫), noto come Yang Chengfu era il terzo figlio di Yang Jianhou - infatti molti lo chiamavano "Signor Il Terzo" - nonchè il nipote più giovane di Yang Lu Chan, il creatore e fondatore del Tai Chi Chuan oggi noto come stile Yang.

Purtroppo non sono molte le informazioni verificabili su Yang Chengfu riguardo ai suoi primi anni di vita. Sappiamo però che nacque il 7 luglio 1883, ma non è certo se a Pechino o altrove.

Da giovane Yang Chengfu praticava giornalmente le arti marziali, tra cui le forme a mani libere, le armi ("jian" spada, "dao" sciabola e lancia), il "tui shou" (mani che premono) e il "san shou" (combattimento libero). Nonostante questo non mostrava molto interesse all'eredità di famiglia. Difatti mentre il padre Jianhou era ancora in vita Chengfu non si applicava molto e si dice che non riuscisse a carpire i segreti chiave del taijiquan.

Nel 1912, quando aveva 29 anni, avviò una scuola presso un giardino di Pechino, insegnando al pubblico le arti della famiglia Yang, insegnando le forme a mani libere. Quando gli studenti volevano imparare le armi e il "san shou", visitavano la scuola della famiglia Yang (e imparavano da Jianhou).

Prima che Jianhou morisse, nel 1917, disse a Chengfu: “Tuo fratello (Yang Shaohou) ha imparato le arti marziali da tuo zio (Banhou). Egli si è allenato duramente e si è già fatto un nome. Hai aperto una scuola e accettato studenti, ma io dovevo stare lì per aiutarti. Presto me ne andrò e se un artista marziale di alto livello ti sfiderà e tu perderai, la reputazione della nostra famiglia sarà offesa. Non hai lavorato duramente, il nostro kung fu di famiglia andrà perso e stai mancando di rispetto ai tuoi antenati. I miei occhi non si chiuderanno quando morirò!”
Dopo aver ascoltato queste parole che lo colpirono profondamente (痛徹 心肺 “il dolore andò nei suoi organi”), Chengfu pianse e giurò che si sarebbe esercitato diligentemente da quel momento in poi.

Chengfu non ebbe comunque problemi dato che il padre lo aveva aiutato a costruire una buona base, così dopo diversi anni di pratica e di ricerca, finalmente fu in grado di avvicinarsi al più alto livello di suo nonno Luchan.


GLI ALLIEVI PIÙ NOTI

Yang Chengfu ebbe quattro figli: Zhenming (振 銘), Zhenji (振 基), Zhenduo (振 鐸) e Zhenguo (振 國).
I figli hanno continuato a insegnare il Taijiquan del padre, tra cui: il suo primo figlio Yang Zhenming (1910-1985, anche detto Yang Shaozhong o Yang Shou-Chung), che portò il Taijiquan stile Yang a Hong Kong. Il suo secondo figlio Yang Zhenji (nato nel 1921, attuale capo della famiglia) e il suo terzo figlio, Yang Zhenduo (楊振 鐸 nato nel 1926), che vive nella provincia dello Shanxi. Il suo quarto figlio, Yang Zhen Guo, nato nel 1928 e residente nella provincia di Hebei, nella città di Handan.
Oltre ai figli ci sono stati altri studenti di Yang Chengfu divenuti famosi Maestri come Cui Yishi (崔毅士 1892-1970), Tung Ying-chieh (Dong Yingjie 1898-1961), Chen Weiming, Fu Zhongwen (1903-1994), Li Yaxuan (李雅轩 1894-1976) e Cheng Man Ching. Ognuno di loro ha insegnato a lungo e creato scuole che insegnano il Taijiquan tutt'oggi.
Cheng Man Ching, sino a qualche decennio fa il più famoso Maestro di Taiji in occidente, ridusse e semplificò significativamente le forme tradizionali della famiglia Yang.
Sebbene le modifiche di Cheng siano considerate controverse dalla maggior parte delle altre scuole e non siano riconosciute ufficialmente dalla famiglia Yang, Cheng Man Ching è stato il primo (di quelli divenuti famosi tra gli occidentali) a insegnare il T'ai chi ch'uan in USA (New York).

Biografia Yang Chengfu e contesto storico

La fama di Yang Chengfu ebbe una rapida ascesa grazie ai suoi insegnamenti; una reputazione che gli valse il nome di "Yang l'Invincibile". Eppure, come contrappunto alla sua fama, Yang Chengfu affermava che:

"Non oserei usare la mia arte per l'auto-promozione, desidero solo trasmettere la volontà dei miei antenati così da aiutare le persone e il mondo".

I pugni di Yang Chengfu, anche se espressi in maniera gentile, avevano una qualità descritta come "Una barra d'acciaio avvolta in un panno morbido", una grande energia dentro un colpo istantaneo e sorprendente, con un'azione fisica minima e rapida. Allo stesso modo si guadagnò la reputazione di essere abile nel dissuadere i suoi avversari senza ferirli - così le persone rimanevano felici nonostante la sconfitta. La sua abilità nel Tui Shou aveva raggiunto un livello eccezionale e fu ritenuto imbattibile in questa disciplina.

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Il padre, Yang Jianhou, fu il suo primo insegnante e diede a Yang Chengfu le prime indicazioni, ma successivamente imparò anche dallo zio Yang Banhou mentre osservava la famiglia praticare insieme.

A Yang Chengfu è stato attribuito il merito di aver introdotto dei perfezionamenti nella forma, tuttavia, se consideriamo anche i suoi commenti che: "Se potessero essere apportate modifiche o correzioni, gli antenati che mi hanno preceduto le avrebbero già messe in atto", dobbiamo supporre che egli si limitò a introdurre un aspetto dello stile che era già stato stabilito dalla sua famiglia e fu usato a porte chiuse - una sfaccettatura che si adattava ai tempi e ai bisogni della gente del suo tempo.
Yang Chengfu vedeva il Tai Chi Chuan come un sistema completo - come "tutto un sistema", indipendentemente dallo stile, a condizione che fossero seguiti i metodi e i principi di suo nonno, che univano l'intero sistema.

Ciononostante, è stato lui a introdurre al pubblico una forma mai vista prima, più morbida, più lenta e più equilibrata, e in questo modo ha reso il Tai Chi Chuan più accessibile per soddisfare le richieste del tempo.

Prima degli anni '20, la forma conservava ancora i colpi e gli attacchi rapidi che portavano a ciò che è noto, erroneamente, come Fa-Jing.
Chengfu epurò la sua forma da questi movimenti, privilegiandone il valore curativo dei movimenti più lenti, più aperti e più morbidi, che mantenevano tutte le capacità marziali ma aumentavano il valore terapeutico della Forma. Non c'è dubbio che suo padre, Yang Jianhou, a cui era particolarmente simile, doveva essere stato per lui l'influenza più significativa tra i vari membri della famiglia.

È possibile che Yang Chengfu abbia contribuito in qualche modo alla raffinatezza del Tai Chi Chuan, tuttavia, a causa della sua naturale umiltà, è stato prudente a non menzionarlo. Sicuramente ha dimostrato tra i suoi pari, un'incredibile profondità di comprensione del Tai Chi Chuan, forse anche geniale, come hanno detto alcuni commentatori. In entrambi i casi, i nuovi perfezionamenti del Tai Chi Chuan, pur rendendo la forma più accessibile al pubblico, manifestavano allo stesso tempo una forma più ricca, più condensata, più potente, con maggiori possibilità per l'attento e duro studente che lavora, non avendo perso nulla del suo potenziale marziale.

Il periodo di maggiore influenza e fama di Yang Chengfu furono gli anni '20 e '30 sullo sfondo di alcuni dei periodi più turbolenti della storia mondiale che ormai avevano raggiunto il cuore e l'anima della Cina.

Chengfu nacque in una nazione presa dal tumulto, dove la guerra, combattuta con cannoniere e fucili, era orchestrata da manovre politiche e alleanze, e tutto ciò si muoveva su una "vecchia Cina" che andava a rilento.

La guerra sino-giapponese del 1894-1895 fu seguita, nel nord della Cina, nel periodo tra il 1899 e il 1901, da una reazione patriottica, che faceva leva sui contadini, che si auto-definiva: The Society of Right and Harmonious Fists (La società del diritto e dei pugni armoniosi); comunemente nota come la Ribellione o la Rivolta dei Boxer, cercando di contrastare l'influenza straniera nel commercio, nella politica, nella religione e nella tecnologia, che si stava intensificando in Cina, soprattutto a causa dell'occupazione straniera di alcuni territori del paese. Il movimento, tuttavia, degenerò rapidamente in atti di omicidio, violenza, rapina, vandalismo e incendio doloso, non solo contro gli intrusi stranieri, ma anche contro la loro stessa gente. Il saccheggio si diffuse anche a Pechino. Questo aumentò la presenza militare internazionale sulla capitale e, in risposta alla rivolta dei Boxer, vennero applicate dure sanzioni economiche per la Cina, un evento che contribuì all'inizio della fine della dinastia Qing, e che creò grandi sacche di povertà e la sofferenza di un gran numero di persone.

L'impatto sulla Cina fu notevole. Subito dopo la ribellione, tra i molti cambiamenti culturali, imposti al popolo cinese, ci fu l'eliminazione del sistema classico di educazione, che fu sostituito con un sistema occidentalizzato che portò a un diploma universitario.

In seguito a questo periodo, anche la guerra russo-giapponese, durante il periodo 1904-1905, vide la Russia e il Giappone giocare la propria rivalità internazionale sul suolo cinese (in Manciuria), con ulteriori effetti distruttivi sulla popolazione.

Nonostante questi radicali cambiamenti nello stile di vita cinese, in qualche modo la famiglia Yang riuscì a farsi strada, preservando in modo sicuro i metodi tradizionali di insegnamento e apprendimento della loro arte marziale, mantenendo la sua integrità e facendola proliferare, riuscendo a trasmettere questa eredità alla generazione successiva.

Mentre Yang Chengfu cresceva, passando attraverso il periodo della rivoluzione cinese - che iniziò nel 1911 e terminò nel 1912 - assistette alla caduta della dinastia Manciù (dinastia Qing) e a un nuovo stile di governo, basato sui valori occidentali che conquistarono il suo paese trasformandolo in una Repubblica.

A seguito di questi eventi, la guerra del 1914-1918 creò un enorme periodo di disordini in Cina a causa dell'interferenza politica del Giappone e della sovversiva ingerenza, che indusse i rivoluzionari cinesi, Imperiali e altri malcontenti cinesi a creare problemi in tutta la nazione. Nel 1917 anche la Cina fu coinvolta nella guerra, infatti anch'essa combatté contro la Germania, senza riuscire ad avere una tregua nella situazione interna del paese.

Yang Chengfu visse, e sopravvisse, in questo lungo periodo di povertà e sofferenza che il suo paese subì, insieme alla sua ridotta posizione nel mondo. Tuttavia, con la svolta dell'identità nazionale, determinata dal movimento del 4 maggio e dalla dimostrazione di piazza Tiananmen del 1919 a Pechino - che diede inizio a un'ondata di nazionalismo e una rivalutazione delle istituzioni culturali cinesi -, diede l'opportunità a Chengfu, e alla famiglia Yang, di diffondere il Tai Chi Chuan oltre i confini della Cina, così da divenire un fenomeno mondiale.

I due decenni degli anni '20 e '30 fecero crescere la reputazione di Yang Chengfu come artista marziale degli stili interni, mentre il suo paese cominciava a riscoprire la propria cultura, entrando così in un periodo di auto-rafforzamento. È interessante notare in questo stesso punto della storia, come dall'altra parte del mondo altri combattenti facevano notizia. Negli USA i grandi pugili occidentali, i cui nomi risuonano ancora oggi, erano al culmine della fama, come: Jack Dempsey "The Manassa Mauler" e  Joe Louis "The Brown Bomber", che iniziò nel 1934 il suo lungo periodo come uno dei più grandi pugili (di stile occidentale) di tutti i tempi. Allo stesso tempo in Inghilterra, l'estone George Hackenschmidt noto come "Il leone russo", era acclamato come il più grande lottatore di tutti i tempi.

Durante gli anni '20 Yang Chengfu si trasferì a Shanghai, insegnando lì fino alla fine della sua vita. Shanghai nel 1920 era diventata la "Parigi dell'est o la New York dell'ovest". Divenuta una delle più grandi città del mondo con tre milioni di abitanti nel 1936, di cui ben trentacinquemila erano stranieri. I quel periodo, tra le altre concessioni imposte alla Cina, non era più illegale per gli stranieri imparare la lingua cinese.
La città era diventata un importante crocevia di tutti gli eventi politici e culturali e un crogiolo di culture e razze. Mentre il potere industriale e finanziario della città aumentava e i mercanti controllavano la città, il resto della Cina era in mano ai signori della guerra che se la contendevano.
Shanghai era diventata il centro commerciale dell'Asia orientale. Fu anche il cuore del commercio nazionale e internazionale del contrabbando di oppio negli anni '20, controllato da gang organizzate che monopolizzarono anche la prostituzione e il gioco d'azzardo.
La Green Gang (Quinbang), una delle principali società triadiche della "vecchia Shanghai", era diventata una forza dominante, con una grande influenza nel settore internazionale della città dai primi anni '20 al 1940, guadagnando sempre più potere. Gestivano tutte le imprese criminali come quella dell'oppio, i bordelli, gli assassini assoldati, il commercio di schiave, i racket di protezione, il contrabbando d'oro e ogni altro crimine pensabile.
Secondo alcuni rapporti stranieri, forniti da gente che viveva in città in quel periodo, "Shanghai ha molti mondi, ha il meglio e il peggio di tutto". Era una miscela di elegante e volgare, gentile e brutale. Eppure artisticamente Shanghai divenne anche la sede e il quartier generale delle tre nuove forme d'arte, con la città riconosciuta e accreditata come centro di intrattenimento per il cinema, l'animazione e la musica popolare cinese. L'industria cinematografica cinese, iniziata nel 1905, era fiorente, poiché qui venivano prodotti molti film e nascevano star del cinema.
All'interno della città, la società era divisa in due fazioni. Un gruppo era progressista e aiutò la nazione a modernizzarsi con modalità senza precedenti, mentre l'altra perseguì la ricchezza e il potere con ogni mezzo necessario.

Nello stesso periodo il mondo occidentale stava sperimentando i "Ruggenti anni '20": la prima immagine in movimento con la colonna sonora della Warner Brothers; e la gente osservava, nel 1927, Charles Lindbergh, volare in solitaria senza scalo attraverso l'Atlantico. Un evento senza precedenti.

Nel 1929 il mondo entrò nella grande depressione che ulteriormente portò la povertà sul paese di Yang Chengfu. Ma la Cina semplicemente peggiorò la sua situazione che era nata durante l'inizio della guerra civile in Cina (1927). Nel 1930 si aggravò ulteriormente in seguito a carestie e diffuse attività di banditismo che crearono una dimensione di terrore tra la gente, in almeno otto province nel sud della Cina. Molti abitanti dei villaggi venivano uccisi o rapiti. Inoltre le inondazioni rovinarono i raccolti, contribuendo ulteriormente a un drammatico aumento dei prezzi del riso e di altri alimenti, che solo i ricchi potevano permettersi. I militari, in molti casi, recuperavano le colture con il solo scopo di nutrire le truppe.

Parallelamente a questo scenario, gli anni '30 videro i primi voli delle compagnie aeree commerciali intercontinentali dagli Stati Uniti e la Golden Age of Radio con programmi che andavano in onda in modo regolare. Il mondo aveva lentamente cominciato a riprendersi, proprio mentre il vecchio mondo e il nuovo mondo della Cina si stavano trovando faccia a faccia.

Yang Chengfu non vide la fine della guerra civile o della più grande guerra asiatica del XX secolo, la Seconda Guerra sino-giapponese. Difatti morì l'anno prima, nel 1936.

Da vivo la sua abilità, come suo nonno e suo padre, di navigare in tempi turbolenti e cambiamenti sociali non dovrebbe passare inosservata. Così come dovrebbe essere notata la sua capacità di interpretare i suoi tempi. Yang Chengfu non solo mantenne intatta l'arte tradizionale del Tai Chi Chuan, di cui era uno dei custodi, ma possedeva la capacità di promuoverla e rafforzarla all'interno dell'identità culturale riemergente della nazione cinese.

Nonostante il cambiamento internazionale abbia accelerato rapidamente la Cina attraverso i suoi progressi tecnologici, Yang Chengfu mantenne una salda presa delle sue forme tradizionali e metodi di addestramento del Tai Chi Chuan, senza interferenze da occidentalizzazione e ideologie straniere. Continuando nella visione di suo nonno Yang Luchan, attraverso la sua enorme capacità nel duro lavoro, diffuse lo stile della sua famiglia del Tai Chi Chuan e il sistema interno delle arti marziali. Il Taijiquan divenne il sistema marziale dominante in Cina e la più significativa attività culturale tradizionale per le persone cinesi. Un'attività che aumentò l'autostima delle persone nel più cupo dei tempi.

Emergendo da questi tempi turbolenti, apparentemente incolume, Yang Chengfu raggiunse il massimo dell'apprezzamento nelle cerchie delle arti marziali, non solo venendo chiamato "Yang l'Invincibile" ma diventando anche un insegnante famoso a livello mondiale dell'arte interna del Tai Chi Chuan e, attraverso la sua revisione della forma, più persone poterono ottenere i benefici dal Tai Chi Chuan - un vero ambasciatore dell'arte e una figura imponente nella storia cinese. Una statura che si adattava al suo corpo di oltre 136 kg su 182 cm di altezza (dimensioni da record per quei tempi).

Nel 1931 Yang Chengfu scrisse il suo primo libro: Metodi di applicazione del Tai Chi Chuan (Taijiquan Shiyongfa) anche se venne riferito che le sue abilità letterarie erano povere e che i suoi studenti più alfabetizzati erano un po' imbarazzati nel leggere i testi scritti dal Maestro. Forse per questo motivo, il suo primo libro fu presto ritirato dalla circolazione.
La maggior parte dei contenuti di questo primo testo riappaiono nel secondo libro del 1934: Metodi di difesa personale del Tai Chi Chuan (Taijiquan tiyoung quanshu); sebbene alcune sezioni, incluse alcune fotografie di applicazioni, non vennero rese disponibili al pubblico di questo nuovo volume.
Ma tutte le indicazioni sembrano dirci che entrambi i libri sono stati compilati dagli studenti di Yang Chengfu, attraverso le sue istruzioni verbali che hanno preso la forma di una trama narrativa mentre dimostrava la Forma.
Riflettendo su quei commenti riguardanti la difficoltà del testo, questo non può essere esclusiva colpa della mancanza di abilità letteraria di Yang Chengfu, dal momento che è ugualmente importante considerare che Yang Chengfu potrebbe essere stato reticente durante le narrazioni e, in qualche modo, anche deliberatamente oscuro. Ma senza dubbio è stata espressa la sua capacità di insegnante, abile nell'impartire i principi del Ta Chi Chuan ai suoi studenti.
Si deve anche considerare che ciò che Yang Chengfu narrò all'epoca potrebbe non essere stato pienamente compreso o apprezzato, in quel momento, da coloro che annotarono ciò che disse, anche se fedelmente documentato.

Alcuni articoli riportano che Yang Chengfu aveva iniziato a scrivere un libro sulle armi, tuttavia ad oggi non sono emerse prove di manoscritti o lavori parziali.

Anche se la documentazione e i manuali possono essere rassicuranti per l'intelletto della mente indagatrice, tuttavia l'insegnamento migliore e più efficace è stato e rimane ancora oggi attraverso l'esperienza diretta - attraverso il tatto e attraverso l'applicazione e contatto diretto con l'insegnate, a cui è sempre stata data la massima importanza dalla famiglia Yang.

Il maestro Yang Cheng Fu morì il 3 marzo 1936, aveva solo 53 anni.


Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone